Un piacevolissimo tragitto ciclopedonale, con partenza da Zogno e arrivo a Piazza Brembana, accompagna a scoprire il vasto patrimonio culturale e naturalistico della Val Brembana. La pista è stata in gran parte ricavata entro il percorso dismesso della Ferrovia, interrotta il 17 marzo del 1966 dopo ben 60 anni di servizio, e si svolge a tratti in un contesto naturalistico davvero invidiabile. Accanto alle bellezze delle aree alpine e pedemontane, l’itinerario giunge in prossimità di borghi e paesi dal fascino remoto, collocati spesso in posizioni isolate, come Oneta o Cornello dei Tasso, dove veramente il tempo parrebbe essersi fermato. I centri maggiori offrono invece la possibilità di visitare importanti monumenti d’arte, fra cui le sontuose costruzioni in stile Liberty di San Pellegrino Terme. Scenari memorabili a parte, non possiamo tacere che la bellezza di questa pista trova valore in se stessa, per il fatto di percorrere l’antico tracciato della ferrovia e delle sue storiche gallerie. Appositamente ripristinate, queste ultime si rischiarano al nostro passaggio: inutile dirlo, si tratta di un’esperienza davvero indimenticabile; e dalla media valle il percorso si fa ancor più suggestivo, giacché da qui l’illuminazione proviene dal basso.
Altimetria della ciclovia valle Brembana
L’itinerario di avvicinamento alla ciclabile della Val Brembana, che oggi inizia a Zogno, si stacca dalla provinciale ex SS 470 nei sobborghi di Ponteranica. Da qui seguendo la via Strada al Mulino si raggiunge il percorso ciclopedonale organizzato all’interno del Parco dei Colli. Superato un maneggio, il percorso diventa riservato e prosegue per alcune centinaia di metri all’interno di un bosco proprio alla base del colle e al limite dei campi coltivati. Al bivio prendiamo a sinistra il ramo di pista che prosegue in salita. Dopo breve il percorso scollina verso Sombreno, frazione di Paladina, e passa alle spalle della villa Agliardi. Allo stop andiamo a destra sulla stretta strada sino a raggiungere una pista ciclopedonale che corre parallela ad un senso contrario. Sottopassata la ex SS 470 dir. l’itinerario prosegue sino ad un incrocio con la congestionata provinciale SP 14 che imbocchiamo in discesa.
Il Parco dei Colli L’area racchiusa nel perimetro del Parco dei Colli presenta realtà molto diverse tra loro, che vanno dalla collina in senso stretto ad ambiti montani. Si tratta di un territorio dalle caratteristiche fisiche e morfologiche piuttosto eterogenee, che racchiude bellezze naturali e architettoniche di grande pregio, quali ad esempio la Riserva del Giongo o il nucleo storico di Città Alta. Molti i percorsi pedonali e ciclabili che attraversano il parco, accompagnando alla scoperta di mirabili scorci ambientali e paesaggistici.
Percorriamo in discesa la SP 14 sino al ponte sul fiume Brembo, dove risaliamo sino a prendere la deviazione a destra per la valle Imagna. Ad Almenno Basso andiamo a destra per le tranquille vie Ospedale, Cimaer e Teodolinda sino al ponte di Clanezzo. Da qui numerosi saliscendi ci condurranno oltre Ubiale sino a Ponte di Sedrina.
Il ponte “che balla” Il ponte sospeso, realizzato nel 1878 ed eretto in sostituzione di un traghetto, fa parte dell’articolata serie di infrastrutture che, dal decimo secolo, si organizzarono attorno al ponte di Attone, uno dei più antichi della Bergamasca. Al complesso, che garantiva il collegamento con la val Brembana, erano collegati il castello, la dogana veneta, gli edifici del porto ed il maglio. Il curioso soprannome dipende dall’ondeggiamento che sempre accompagna chi vi transita a piedi o in bicicletta.
Al ponte di Sedrina attraversiamo con grande attenzione all’intenso traffico e ci portiamo a destra sulla vecchia strada abbandonata, oggi chiusa al traffico veicolare, ma percorribile in bicicletta sino all’ingresso delle grotte delle Meraviglie. In questo punto dobbiamo immetterci sulla provinciale SP ex SS 470 e seguirla sino al centro di Zogno. L’itinerario ciclopedonale prende avvio dal piazzale del mercato e, seguendo il corso del fiume Brembo, conduce a risalire l’intera valle. Il primo tratto di pista termina nei pressi di una piccola stazione dismessa, all’altezza della quale entriamo nell’abitato di Ambria. Quindi, pedalando in promiscuità col traffico veicolare, si volta a destra e si prende il ponte che attraversa perpendicolarmente la strada della Val Serina per portarci dopo circa cento metri alla pista ciclabile.
Le grotte delle Meraviglie L’insieme delle grotte, pur nel suo raccolto sviluppo, presenta sicuramente spunti di notevole interesse, sia per la comprensione delle vicende geologiche legate alla formazione della cavità, sia per i fenomeni carsici che vi sono riccamente rappresentati. La formazione geologica, ricca di coralli, è riconducibile al “Calcare di Zù” e quindi risale al Retico Inferiore. Devono la loro fama ad Ermenegildo Zanchi del Gruppo Grotte San Pellegrino che ne fece una delle prime grotte turistiche d’Italia nel 1939.